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 Reati ambientali e Decreto 231

 

La Legge 22 maggio 2015 n.68 recante Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente (G.U. Serie Generale n.122 del 28-5-2015), ha modificato in maniera significativa il D.Lgs.152/2006 integrandovi un’intera sezione dedicata alla Disciplina sanzionatoria e ha introdotto all’interno del Codice Penale un lungo elenco di reati ambientali (collocati nel nuovo Titolo VI-bis intitolato “Dei delitti contro l'ambiente”).

Il provvedimento contiene un complesso di disposizioni che, in particolare:

  1. Inserisce nel codice penale un nuovo titolo, dedicato ai delitti contro l'ambiente;
    • Introduce all'interno di tale titolo sei nuovi delitti: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica e ispezione di fondali marini;
  2. Stabilisce che le pene previste possano essere diminuite per coloro che collaborano con le autorità prima della definizione del giudizio (ravvedimento operoso);
  3. Obbliga il condannato al recupero e - ove possibile - al ripristino dello stato dei luoghi;
  4. Prevede il raddoppio dei termini di prescrizione del reato per i nuovi delitti, nonchè apposite misure per confisca e pene accessorie;
  5. Rivede la disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in caso di reati ambientali;
  6. Introduce nel Codice dell’ambiente un procedimento per l'estinzione delle contravvenzioni ivi previste, collegato all'adempimento da parte del responsabile della violazione di una serie di prescrizioni nonché al pagamento di una somma di denaro;
  7. Modifica la disciplina sanzionatoria delle violazioni della legge 150/1992 relativa alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (art. 2, introdotto dal Senato).

 

La norma comporta una importante modifica al D.Lgs. 231/01, in particolare all’elenco dei cosiddetti “reati - presupposto”, atto a far scattare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, con  conseguente modificazione e integrazione dell'articolo 25-undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001 n.231.

 

La norma è entrata in vigore in data 29 maggio 2015 e non prevede un regime transitorio, pertanto, per eventuali reati contemplati all’interno di tale provvedimento, è già possibile un giudizio per la responsabilità amministrativa dell’impresa